Leanne Saffron

Mya_McKenzie_A_Walk_To_Home_Leanne_SaffronNome: Leanne Margaret
Cognome: Saffron
Data nascita: 18/10/1982
Nata a: Petersburg, VA
Ultima residenza conosciuta: East Courthouse Road, Blackstone, VA

Occhi: azzurri
Capelli: castani
Altezza: 170 cm
Peso: 56 Kg
Titolo di studio: Psicologia
Università: Duke University, Durham, NC
Posizione lavorativa: breve praticantato a Richmond, lavora nell’azienda del padre

 

Leanne M. Saffron è una ragazza indipendente, dal carattere forte, che, in caso di bisogno, non ha paura di rimboccarsi le maniche.
Orfana di madre, ha abbandonato la carriera di psicologa per stare accanto al padre Antony. Gestisce con lui l’azienda di famiglia, guida il trattore e, all’occorrenza, sa usare la chiave inglese per riparare qualche piccolo attrezzo.

 

Sua madre le ha trasmesso l’amore per i cavalli, che di fatto sono diventati la sua grande passione. Al momento ne possiede due, Penelope e Ulisse, ma sogna di poter aprire un maneggio tutto suo.

 

Adora giocare a bowling ed ha fondato una squadra, i BlackHorses, di cui è capitana. La sua squadra è formata da tre improbabili giocatori di mezza età, che non hanno grandi pretese ma non se la cavano poi così male.

 

Da quando ha perso la madre, Leanne tiene un diario, nel quale annota tutte le emozioni che avrebbe voluto condividere con lei. Sente molto la sua mancanza e avrebbe bisogno di confidarsi con qualcuno ma, nonostante siano passati due anni, suo padre è ancora troppo sconvolto per riuscire a parlare di lei.
I nonni, a cui Leanne era legatissima, non ci sono più e l’unico segno tangibile della loro presenza è la casa in cui lei stessa ha vissuto i primi anni dell’infanzia. Una casa che, dalla morte di Agatha Saffron, è stata completamente abbandonata a se stessa.
Anche se Leanne è una ragazza solare e piena di vita, con tanti amici sinceri attorno a sé, è fondamentalmente una donna sola.

Almeno finché non incontra Sebastian…

 


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Chi è Sebastian Pierson?

NMya_McKenzie_A_Walk_To_Home_Sebastian_Piersonome: Sebastian James
Cognome: Pierson
Data nascita: 20/08/1981
Nato a: Norfolk, VA
Ultima residenza conosciuta: 354, Duval Street, Norfolk, VA

Occhi: marroni
Capelli: castani
Altezza: 182 cm
Peso: 88 Kg
Segni particolari: cicatrice da arma da fuoco sulla spalla destra

Titolo di studio: Ingegneria Civile
Università: J. Hopkins, Baltimora MD
Posizione lavorativa: Sergente Maggiore, Corpo dei Marines

Sebastian J. Pierson è innanzi tutto un marine degli Stati Uniti e, come tale, è un uomo d’onore, che vive la propria vita cercando di mantenere fede ai principi in cui crede.
Anche se la decisione di arruolarsi è giunta in seguito ai tragici eventi dell’11 settembre, ha scelto di prolungare il mandato soprattutto per onorare la memoria di suo padre. Da lui, Sebastian ha imparato il senso dell’onore e della giustizia, del dovere e dell’abnegazione.
Soldato efficiente, preferisce prendere ordini piuttosto che darne. Per questo, non ha mai chiesto o preteso riconoscimenti e promozioni. Il titolo di Sergente Maggiore gli è stato conferito per meriti di servizio.

E’ un Combat Engineer e la sua specialità sono gli esplosivi, che usa per distruggere installazioni nemiche o per garantire vie di fuga ai propri compagni.


Ma Sebastian è anche, e soprattutto, un giovane uomo.
Molto riservato, a volte un po’ timido, non è un ragazzo esuberante ed espansivo, di quelli che risultano simpatici a prima vista. E’ però uno su cui si può contare sempre, un grande ascoltatore, che considera l’amicizia un legame sacro.
Non ha molti affetti. A parte la sorella Sarah e i nipotini, Sebastian ha soltanto un amico degno di quel nome. E’ Graham, un ragazzo che conosce da una vita e con il quale ha condiviso non soltanto gli studi ma anche le battaglie sul campo.

 

Sebastian tiene molto alla propria forma fisica. Sa che in combattimento l’allenamento può fare la differenza. Corre ogni giorno, almeno dieci chilometri, anche se è in vacanza o è brutto tempo.
Non ha molti hobby, ovvia conseguenza di essere stato lontano da casa per tanti anni, ma prima di arruolarsi era un ottimo giocatore di bowling.

 

Nonostante sia un bel tipo, dai colori scuri e dal fisico scolpito da tanti anni di vita militare, Sebastian non ha avuto molte donne. Persino ai tempi più sereni dell’università non era il classico sciupafemmine che cambiava ragazza ogni sera. Non ha mai provato per nessuna un sentimento così coinvolgente da poter essere chiamato amore.

Almeno finché non ha incontrato Leanne…


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Dove tutto ha avuto inizio…

Estratto dal romanzo “A Walk to home”
2° capitolo – 2° paragrafo

Il cartello verde e leggermente sbiadito piazzato lungo la carreggiata annunciava che al successivo centro abitato mancavano soltanto sei miglia.

Mya_McKenzie_A_walk_to_home_Blackstone

 

Di ritorno da Virginia Beach, Sebastian sta guidando il vecchio macinino di sua sorella lungo la E. Colonial Trail Highway, diretto verso un paesetto che non ha mai sentito nominare ma che diventerà presto punto cruciale della sua esistenza.
Quando incrocia quel cartello, la prima sensazione che Sebastian prova è il sollievo di sapere che quel suo inaspettato viaggio sta finalmente volgendo al termine.
Se solo potesse sapere ciò che il futuro ha in serbo per lui, forse lo guarderebbe con più attenzione.

 

Sfera magica per controllare il domani o benda sugli occhi per non svelare ciò che ci aspetta?
Conoscere ogni singolo minuto della nostra vita toglierebbe la voglia di viverla, ma una sbirciatina ogni tanto… credo non dispiacerebbe a nessuno.
Mentre scrivo questo post, inevitabilmente mi chiedo come i lettori accoglieranno questo romanzo, mi domando se lo apprezzeranno quanto l’ho amato io e finisco con l’interrogarmi su cosa avrei potuto cambiare, aggiungere o migliorare.
E siccome è quasi ora di coricarsi, capisco che devo smetterla di rimuginare su ciò che è stato e andare oltre.

 

Ritornando al nostro protagonista e al cartello verde che sta osservando, volevo puntualizzare come, a volte, piccole cose apparentemente insignificanti possano rivelarsi occasioni insperate.
Lo so, non succede spesso.
O forse accade sovente ma non vi prestiamo abbastanza attenzione o, peggio, abbassiamo lo sguardo per paura di non esserne all’altezza.
Il fatto è che dovremmo cogliere al volo le opportunità che incrociamo sulla nostra strada, senza sprecare tempo a ponderare, senza troppi “se” e senza troppi “ma”.
(Già immagino i commenti al riguardo)
Ma anche se questa considerazione può sembrare banale (e, detta da una che programma con 3 o 4 giorni d’anticipo cosa preparare per cena, fa un po’ sorridere) credo che sia la pura e semplice verità.
Carpe diem.

 

Questo post è dedicato a coloro che decidono di buttarsi.
Con l’augurio di cadere sempre in piedi.
E se così non fosse, pazienza… almeno un tentativo andava fatto!

 


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A Walk to Home

Mya McKenzie - A walk to home

Con grande soddisfazione annuncio la pubblicazione sul mercato italiano di uno dei miei romanzi di maggior successo.

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Buona lettura a tutti!


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